Cimamarelle

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Le Cimamarelle appartengono alla famiglia delle ‘’Crucifere’’ e comprendono le specie ‘’Sinapis arvensis’’, ‘’S. alba’’ (senape bianca) e ‘’S. nigra’’ o ‘’Brassica nera’’(senape nera o dolce). Si tratta di tre specie spontanee molto simili tra di loro. Nel territorio pugliese vengono individuate come ‘’Cima maredde’’ o ‘’Cimamaredde’’ o ‘’Tanne de l’asine’’ (foglie degli asini: probabilmente gli asini da lavoro erano ghiotti di questa pianta spontanea) (Sinapis arvensis),’’Rapeste’’, ‘’Lapèste’’, ‘’Senàpe’’, ‘’Sinepe’’, ‘’Fogghie bianghe’’ (con la “e” muta), ‘’Á s'náp’’ o ‘’sinipi’’ (S. alba e/o S. nigra o Brassica nigra) [1] . La senape Nera è originaria dell’Asia Occidentale, attraverso la coltivazione si è diffusa in tutta Italia [2]. La senape bianca è probabilmente originaria del bacino del Mediterraneo ed è oggi diffusa in tutto il mondo [3]. La senape selvatica è una stenomediterranea, ha quindi un areale limitato alle coste del mediterraneo (stesso areale dell’olivo)[4].

Senape nera e senape bianca si possono rinviene inselvatichite un po’ dappertutto, nei campi incolti e ai margini dei coltivi, dalla pianura alla bassa montagna [1] [5] [6].

Morfologia

le tre specie hanno un fusto eretto e piuttosto ramificato, di circa un metro. Le foglie inferiori sono pennate e picciolate, i fiori sono gialli. [1].
La loro similitudine le rende di difficile distinzione, pertanto, Brassica nigra è simile a Sinapis arvensis L. e Sinapis alba L., dalle quali si distingue per silique glabre con becco breve [5].
La senape nera ha un fusto di altezza che varia da 30 a 150cm[5], segue la senape selvatica con un’altezza compresa tra 30 e 90cm (sino a 120 cm nei suoli più fertili) [4]. Quella di taglia più bassa è la senape bianca con altezza che varia tra 20 e 80cm [3].

Ciclo colturale

Essendo delle spontanee, queste non hanno un ciclo ben definito, molto dipende dall’andamento climatico. Osservando i periodi di antesi possiamo dire che la senape bianca e quella selvatica (febbraio - maggio) [5] [4]sono leggermente più precoci della senape bianca (marzo - giugno) [3].

Caratteristiche nutrizionali

In tabella i principali valori nutrizionali:

(valori per 100 grammi)
Parte Edibile Acqua Proteine Grassi Carboidrati Fibra Totale Valore energetico
100 g 89,6 g 3,0 g 0,6 g 5,4 g 4,0 g 32 kcal

Fonte: scheda USDA relativa a “mustard green” [7]

Usi

Viene raccolta in tutta la Puglia (dal Tavoliere al Salento) prima della fioritura; infestante dei cereali, è una pianta commestibile, ottima tenera da cucinare e miscelare con altre erbe di campo ed usare per contorno o ripieni vari per minestre, torte salate o frittate. Dai semi maturi polverizzati, dopo il dovuto trattamento, è possibile ricavare la senape, nota salsa piccante[1].
Si utilizzano le foglie e le piccole infiorescenza, ma è noto anche il consumo dei semi maturi essiccati[1].
Ad esempio viene scritto da F. Cirillo in Cenno storico della città di Cerignola, Cerignola, Pescatore nel 1914 a pagina 47: “Le ‘’cimamarelle’’, più gustose dei ‘’marasciule’’, vengono solitamente lessate e – unite agli spaghetti – insaporite saltandole in padella con dell’olio d’oliva in cui si è fatto soffriggere aglio, ‘’diavelicchie’’ e mollica di pane casereccio molto raffermo. Le cimette si preparano anche in ‘’Pregatorie’’, mettendole in una ‘’sartàscene’’ con olio, aglio, peperoncino, sale e pochi pomodorini, cucinandole con coperchio e a fuoco lento.

In passato veniva utilizzata anche come foraggio per il bestiame, oggi, molto richiesta nei mercati locali, viene apprezzata da un numero crescente di consumatori attenti alle tradizioni locali[1].

Riconoscimenti

Le “cimamarelle” sono state riconosciute come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) [8]

Note

Bibliografia

  • F. CIRILLO, 1914. Cenno storico della città di Cerignola, Cerignola, Pescatore, p. 47